venerdì 6 agosto 2010

06 Agosto 2010

Lillehammer-Røros
Il sonno è stato interrotto più volte dallo scrosciare della pioggia. Anche quando ci svegliamo, alle 08.30, non smette di piovere. Decidiamo quindi di dirigerci verso l’Olympiaparken, che ospita i siti olimpici del 1994, ancora in uso oggi. Le infrastrutture fanno pensare che Lillehammer in inverno si trasformi in un vero centro turistico, con parecchi appassionati di sci.
Arriviamo al trampolino olimpico e, ancora sotto la pioggia battente, abbiamo la fortuna di riuscire a scattare qualche foto ad alcuni atleti che si allenano sul trampolino più piccolo. La torcia che ospitava la fiamma olimpica troneggia di fronte all’arrivo del salto.
L’acquazzone ci costringe a ripararci dentro il camper. Ci spostiamo di un paio di chilometri, verso il Mauhaugen, il museo folkloristico più importante dello stato, che, a detta della guida, merita una visita. Purtroppo, una volta giunti a destinazione, l’acqua viene giù a secchiate. Il museo è tutto all’aperto, con stradine in terra battuta e saranno sicuramente impantanate. Niente da fare: dopo aver atteso una buona mezz’ora che spiovesse, ammazzando il tempo con qualche partita a carte, ci diamo per vinti e scendiamo in città, per un ultimo giro, visto che il tempo passa e dobbiamo rispettare la tabella di marcia.
La via principale di Lillehammer, Storgata, è una movimentata strada di paese, dove la prevalenza di negozi vende articoli sportivi o per bambini. Facciamo una sosta alla biblioteca comunale per usufruire della connessione internet gratuita, in modo tale da comprare i biglietti del traghetto di ritorno, da Kristiansand a Hirtshals (DK). Di lì, proseguiremo evitando il ponte dell’andata. I soldi che abbiamo risparmiato con la connessione gratuita li utilizziamo per una sosta in panetteria, dove compriamo una superba treccia di pasta frolla con mele, cannella e zucchero glassato, insieme con un panino con formaggio e mais, che divoriamo sulla strada per il camper.
Destinazione Røros. Prima di riprendere la E6, in direzione Trondheim, ci tocca la sosta per fare gasolio, scoprendo quindi i prezzi proibitivi della benzina norvegese (quasi 80€ il pieno). Essendo l’autostrada sempre uguale, dopo una cinquantina di km decidiamo di fermarci a pranzare. Considerati il freddo e la pioggia presi durante la mattinata, ci concediamo un pasto caldo: risottone in busta, con funghi e pomodoro. Per finire, un bel paio di fette di vitello tonnato, ormai presenza fissa al nostro tavolo, e per Paolo un pezzo di treccia comprata la mattina. Ci rimettiamo subito in marcia per affrontare la E6, quando Tom all’improvviso segnala una svolta a destra. Passiamo una statale che inizia a salire in modo ripido, dapprima verso boschi molto fitti, per lasciare poi spazio a un altopiano con vegetazione montana, dove predominano muschi e licheni. Il panorama è splendido, se non fosse per la pioggia intermittente e freddissima (siamo i certo sotto i 10°C), sarebbe bello poter fare una sosta. Dopo circa 60 km, decidiamo di fermarci comunque, per scattare qualche foto di questi luoghi, a prima vista inospitali. Abbiamo scollinato e la statale n.3 si ricongiunge con una statale molto più lunga e facilmente percorribile, costeggiando fitte boscaglie e segnali di “pericolo attraversamento renne”. Arriviamo a Røros, importante città mineraria che conserva il centro abitato antico, con casette di legno abbarbicate sulla dorsale della collina. Questo villaggio è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO e del perché ce ne rendiamo conto non appena vi entriamo. Sono le 18.00 e il contachilometri segna 36786 km, cioè precisamente 2104 da quando siamo partiti. Visto che è ancora presto e che il cielo si è rasserenato, troviamo un parcheggio destinato ai camper, gratuito (lungo la N30, circa 160 km a SE di Trondheim, via Storem, verso Tynset. Parcheggio gratuito riservato alla sosta dei soli camper. Ben segnalato, dietro la stazione. Zona tranquilla. GPS: N-62.57357 E-11.46347), a qualche centinaio di metri dalla via principale. Decidiamo quindi di fare un giro prima di cena. Con grande sorpresa troviamo una vitalità insperata. 
Nella centrale Kjerkegata c’è una sorta di festa di paese con bancarelle, musica e gente in costume. Per strada ci sono tante persone ed è un bel modo di concludere questa giornata. Troviamo un negozio che vende produzioni locali e lo riteniamo una sosta obbligata, anche perché, ad attirare la nostra attenzione, ci sono in bella vista in vetrina sei piatti con altrettanti assaggi di salami. Potemmo forse esimerci dal comprarne due assaggi? Inoltre, troviamo anche il famoso “blue cheese”, in una versione che, a detta del gestore della bottega, ha appena vinto un prestigioso riconoscimento in un festival nazionale. Ancora due passi allietati dalla musica, con un giro in un negozio di sport, dove Paolo si compra un paio di pantaloni tecnici, e poi torniamo al camper per la cena. Sono quasi le 20.30. La serata si conclude con una bella doccia calda e l’accensione della stufa, data la temperatura che scende velocemente.

Totale km: 36786

Elena & Paolo

Totale spese:
-Nkr 30: parcheggio Lillehammer
-Nkr 684,97 (Nkr 11,82/l): benzina
-€ 222,93: traghetto per Hirtshals

giovedì 5 agosto 2010

05 Agosto 2010

Oslo-Lillehammer
Nella notte ha piovuto e il tempo è rimasto tale; stamattina, infatti, siamo partiti con la giacca a vento e i kway a portata di mano. Carichiamo e scarichiamo e poi spostiamo il camper nel parcheggio dietro il Centro del Nobel per la pace, dietro l’Aker Brygge (parcheggio molto comodo e a buon prezzo per la posizione: Nkr 120 per due ore e mezza). Stiamo tutto il tempo pagato nel museo, perché interessantissimo e vale assolutamente il prezzo dell’entrata (Nkr 80 gli adulti, Nkr 55 gli studenti). Al suo interno c’erano organizzate diverse mostre, una riguardante i Nobel per la pace sudafricani e una su Obama, premio Nobel per la pace 2009. Da sottolineare è anche il fatto che nel costo del biglietto è inclusa una visita guidata della durata di 45 minuti e parte ogni 30. Trovandoci ad Aker Brygge, usciti dal museo tentiamo di nuovo la fortuna e cerchiamo il peschereccio con i gamberetti freschi e stavolta ce la facciamo. Con Nkr 90 ci portiamo a casa quasi un chilo di gamberetti appena pescati dal signor Pelikan. Deliziosi! Li divoriamo tra pranzo e cena. Prima di pranzo ci spostiamo verso Holmenkollen, sede del trampolino di salto con gli sci utilizzato durante le olimpiadi di Lillehammer del 1994. È una zona soggetta a lavori in corso per i campionati di sci invernali di Oslo 2011. Il trampolino, benché non lo si riesca a scorgere benissimo, è molto suggestivo, dal momento che sembra costruito nel vuoto. Non ci tratteniamo più di una ventina di minuti, però. L’uscita dal posto è stata veramente problematica, sempre a causa dei lavori in corso tutto intorno. Dopo aver girato a vuoto per una buona mezz’ora riusciamo a ritrovare la “retta via” e imbocchiamo la strada per Lillehammer. Continua a piovere a intervalli regolari, interrotti da arcobaleni da sogno. Arriviamo a destinazione con circa un’ora di ritardo rispetto all’orario preventivato, causa innumerevoli e snervanti lavori in corso. Ci piazziamo in un parcheggio segnalato su internet, vicino al cimitero in una zona molto tranquilla. (GPS N-61.11223 E-10.46756, a pagamento dalle 09 alle 17 nei giorni feriali, dalle 09 alle 15 il sabato e gratuito la domenica).



Totale km: 36540

Elena & Paolo

Totale spese:
Nkr 135: ingresso museo Nobel
Nkr 120: parcheggio Aker Brygge

mercoledì 4 agosto 2010

04 Agosto 2010

Oslo
Al contrario delle aspettative sbarchiamo nel giro di pochi minuti e subito un inaspettato e caldo sole invade il camper. La nostra super sveglia alle 5 è miseramente fallita, ma siamo stati ricompensati da una mozzafiato entrata nel fiordo. Una volta sbarcati seguiamo le indicazioni per un'area segnalata da Tom, che si rivela fantasma. Così ripieghiamo su un'altra segnalata da altri camperisti su internet, in un fiordo alla periferia di Oslo. (Area Sjolyst Bobil Parking, a pagamento, Nkr 150/24h. Uscita Sjolyst dalla E18, in Drammensveien 160. Carico, scarico, elettricità. Vicino a fermata bus nr. 31E, 32 e 151. L'ultimo va in centro. GPS 59.91867-N 10.67.570-E) Bellissima, con anche i tavolini da pic-nic sul bordo del molo. Attenzione solo agli allacci elettrici, perché le prese non sono universali, ma tedesche. Noi, per questo problema, non possiamo usufruire subito dell'elettricità e siamo costretti a cercare un elettricista che venda l'adattatore. Ricerca che non si rivela difficile, perché nel centro commerciale Oslo City troviamo il negozio che fa per noi!
Prendiamo macchine foto e panini e ci dirigiamo alla fermata dell'autobus. Da notare è che fare i biglietti sul bus è molto sconveniente, costa Nkr 40 a corsa, contro le Nkr 26 che pagheremmo comprando i biglietti in un negozio. Ancora più conveniente sarebbe fare gli abbonamenti giornalieri, ma noi non siamo abbastanza furbi. Scendiamo a Frederiksgate, nel cuore di Oslo. Fa caldo e il sole continua a splendere. Vediamo da fuori il palazzo reale, che si riconosce giusto dal parco e dalla quantità di finestre, perché ha ben poco del palazzo reale da fuori. Ma forse è Buckingham Palace ad abituarci male. Ci immergiamo poi in Karl Johans Gate, che è una delle vie principali, dove vediamo l'università, il teatro nazionale e, affamati di cultura, la Nasjonalgalleriet (che è gratuita!), dove vediamo Munch e parecchi impressionisti. Tappa d'obbligo all'Hard Rock Café e continuiamo il nostro giro. Ci dirigiamo verso la Domkirke, che però è alquanto deludente, tanto deludente che Paolo le scatta solo una foto. Lì di fronte troviamo un caratteristico mercatino ricavato sotto i portici di un antico palazzo in mattoni rossi. Troppo divertente cercare di riconoscere le spezie annusando i sacchettini, dal momento che non siamo in grado di riconoscerle dai nomi! Sosta foto e rifornimento di mele essiccate per Paolo. Ci dirigiamo poi verso la stazione e a piedi, con l'aiuto del fedele Tom, raggiungiamo a piedi l'Aker Brygge, il vecchio porto oggi trasformato in zona commerciale e con ristorantini sul molo. Dietro suggerimento della guida (Lonely Planet Norvegia) cerchiamo un peschereccio che venda gamberetti appena pescati, ma è evidente che siamo arrivati troppo tardi. Avevamo già l'acquolina in bocca. Per consolarci prendiamo una birra e smezziamo un hot dog, a fianco a una norvegese che alle 17.40 ordina impepata di cozze!
Torniamo al camper dopo breve sosta in un negozio di souvenir per comprare le calamite alle mamme.
Il programma per la sera era di visitare il Vigeland Park, ma la stanchezza è troppa e rinunciamo. Ci godiamo il tramonto alle 22 dal camper, chiudendo in bellezza la giornata.

Elena & Paolo

Totale spese:
-Area camper: Nkr 150
-Trasporti: Nkr 160 (Nkr 40x4 corse)

martedì 3 agosto 2010

03 Agosto 2010

Copenaghen-Oslo
La sveglia suona alle 06.00 per cercare di partire alle 06.30, in modo tale da cercare di prendere questo famigerato traghetto e di evitare i camion che, più che in Italia, affollano le autostrade tedesche.
All'alba delle 10.20 circa entriamo in Danimarca, ci rincuoriamo un po', potremmo farcela! E splende pure il sole, a dispetto di tutta l'acqua che è venuta giù ieri.
La strada, anche per i cambiamenti di panorama, risulta molto più piacevole da percorrere; così piacevole che Elena si offre quasi volontaria per guidare. Un pensiero così audace che la abbandona ancora prima di essere esternato. A malincuore superiamo l'incrocio con Billund (sede di Legoland!) e ci dirigiamo verso Odense, per attraversare il primo spettacolare ponte che ci collega a Copenaghen. 15 km sospesi sull'acqua. Durante il tragitto ci capita in mano il diario di bordo dei genitori di Elena e, divertiti, leggiamo i commenti del giro della Danimarca, fatto nel 2004. Sembra passato un secolo (anche per i prezzi), invece sono solo 6 anni. Lo spettacolo che ci troviamo davanti attraversando il ponte è mozzafiato: un ammasso di ferro osa sfidare non solo il mare, ma la concezione stessa di ponte. Non significa più trovarsi sopra qualche cosa che abbia un letto, una riva e degli alberi; significa trovarsi sopra qualcosa di cui non vedi né l'inizio né la fine.

Lo shock arriva quando, al casello alla fine del ponte, paghiamo il pedaggio: 90 € (viene naturale il confronto con i prezzi del 2004, allora costava 53 €). Superato questo trauma, a tavoletta (per quanto si possa fare con il camper) ci dirigiamo alla meta, manca poco!
Alle 14.15 precise, dopo un grazioso e per nulla stressante giro nel centro di Copenaghen all'ora di punta, raggiungiamo l'imbarcadero della DFDS Seaways, la compagnia che gestisce la rotta Copenaghen-Oslo. Missione compiuta! Oa bisogna solo pregare che ci sia posto!

Il posto lo troviamo e alle 17.00 finalmente salpiamo. Domani alle 09.30 saremo ufficialmente norvegesi, che il tour abbia inizio! La nave sembra più una crociera che un traghetto, c'è addirittura una discoteca cui accorrono giovani e meno giovani, ubriachi e meno ubriachi. Noi approfittiamo del wireless per perfezionare il nostro viaggio, e della macchina fotografica del telefono per fare gli stupidi.



Volenterosi, puntiamo la sveglia alle 05.00 per correre sul ponte a goderci questa alba nei fiordi.

Elena & Paolo

Totale km percorsi oggi: 614.

Totale spese:
-Benzina: Dkr 515,19 (circa € 71,04)
-Ponte: Dkr 655 (circa € 88,11)
-Traghetto: Dkr 1865 (circa € 250,89)

lunedì 2 agosto 2010

02 Agosto 2010

Inizia il nostro tour della bassa Norvegia.
Il contachilometri del camper (dei genitori di Elena) segna 34682 km, sono le 06.20 del mattino e noi partiamo. Il sole splende, chissà quanto ne vedremo durante la vacanza. Dobbiamo arrivare a Copenaghen domani entro le 17.00 o perderemo il traghetto per Oslo.


Il viaggio è stato lungo e faticoso, l'autostrada tedesca non è nota per la bellezza e la varietà dei suoi paesaggi e nonostante la tirata, con pochissime e brevi pause, fino alle 23.30 ancora non sappiamo se basterà un'altra levataccia a raggiungere il nostro obiettivo. Certo, non è stato sempre noioso. Seguendo il percorso più breve consigliato dal navigatore (meglio noto come Tom), abbiamo attraversato il Passo del San Bernardino, al posto del Gottardo, e ci siamo trovati nel centro di un paesino austriaco di cui ancora ignoriamo il nome, ma che ci ha permesso di esplorare la campagna austriaca e bavarese.
Una strada alternativa con molti, moltissimo aspetti positivi!
Il tempo sotto un certo punto di vista è stato clemente e la pioggia e le nuvole hanno contribuito a rendere il viaggio meno pesante, almeno per quanto riguarda la temperatura. Tra musica, risate e attacchi di narcolessia di Elena passano i primi 1023 km.
Ci fermiamo a dormire in un'area di servizio dell'autobahn tedesca alle 23.30, il contachilometri segna 35705 km.


Elena & Paolo


Spese:
-Autostrada: € 10,20 (Italia) + € 40 (vignette Svizzera)
-Benzina: € 137,93 + un pieno alla partenza